{"id":276,"date":"2026-10-25T09:43:21","date_gmt":"2026-10-25T08:43:21","guid":{"rendered":"https:\/\/uscarly.com\/?p=276"},"modified":"2026-10-25T09:43:21","modified_gmt":"2026-10-25T08:43:21","slug":"black-thursday-il-giorno-in-cui-crollo-wall-street-e-fini-il-sogno-dellamerica-ricca-per-sempre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uscarly.com\/index.php\/2026\/10\/25\/black-thursday-il-giorno-in-cui-crollo-wall-street-e-fini-il-sogno-dellamerica-ricca-per-sempre\/","title":{"rendered":"Black Thursday: il giorno in cui croll\u00f2 Wall Street e fin\u00ec il sogno dell\u2019America ricca per sempre"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il 24 ottobre 1929 la Borsa di New York fu travolta dal panico. Dietro il crollo di Wall Street c\u2019era un\u2019America che sembrava destinata a una crescita senza fine, ma che nascondeva profonde disuguaglianze e fragilit\u00e0 economiche. Da quella crisi nacque una nuova riflessione sul ruolo dello Stato, sulla protezione dei cittadini e sui limiti del mercato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019America dei ruggenti anni Venti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginate di vivere negli Stati Uniti alla fine degli anni Venti. Le automobili si moltiplicano sulle strade, le radio entrano nelle case, il cinema conquista il pubblico e la musica jazz accompagna una societ\u00e0 che sembra avere davanti a s\u00e9 un futuro straordinario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la Prima guerra mondiale, gli Stati Uniti sono diventati una delle principali potenze economiche mondiali. Mentre molti Paesi europei devono affrontare i costi della ricostruzione, l\u2019industria americana cresce, la produzione aumenta e nuovi beni di consumo diventano accessibili a una parte sempre pi\u00f9 ampia della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono i <em>Roaring Twenties<\/em>, i ruggenti anni Venti: un\u2019espressione che evoca lusso, ambizione, modernit\u00e0 e desiderio di vivere. Non a caso, \u00e8 proprio in questo periodo che Francis Scott Fitzgerald pubblica <em>Il grande Gatsby<\/em>, nel 1925, un romanzo destinato a diventare uno dei simboli delle contraddizioni di quell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma dietro l\u2019immagine scintillante dell\u2019America esistono realt\u00e0 molto diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescita economica non coinvolge tutti allo stesso modo. Molti lavoratori percepiscono salari bassi, il settore agricolo attraversa difficolt\u00e0 e le disuguaglianze restano profonde. Anche le conquiste sul piano dei diritti convivono con forti discriminazioni: nel 1920 entra in vigore il Diciannovesimo emendamento, che vieta di negare il diritto di voto sulla base del sesso, ma molte donne nere continuano a incontrare ostacoli razziali che impediscono loro di esercitare concretamente quel diritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono anche gli anni del proibizionismo, introdotto nel 1920 e destinato a durare fino al 1933. Il divieto di produrre e vendere bevande alcoliche alimenta il mercato clandestino e favorisce la criminalit\u00e0 organizzata, di cui Al Capone diventa una delle figure pi\u00f9 conosciute.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019America degli anni Venti \u00e8 dunque un Paese pieno di energia e opportunit\u00e0, ma anche attraversato da contraddizioni che il boom economico non riesce a risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio mentre la fiducia nel futuro sembra raggiungere il suo apice che si prepara una delle pi\u00f9 grandi crisi della storia contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando tutti vogliono investire in Borsa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Venti, investire in Borsa diventa sempre pi\u00f9 popolare. Non sono soltanto i grandi finanzieri a comprare azioni: anche numerosi cittadini comuni vogliono partecipare alla crescita dei mercati e ottenere guadagni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea che i prezzi possano continuare a salire alimenta un entusiasmo crescente. Ma una parte di questa euforia poggia su basi fragili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti investitori acquistano azioni utilizzando denaro preso in prestito. \u00c8 il cosiddetto acquisto a margine: si versa soltanto una parte del prezzo dei titoli, finanziando il resto attraverso un prestito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finch\u00e9 le quotazioni aumentano, il sistema sembra funzionare. I guadagni possono essere consistenti anche senza disporre dell\u2019intero capitale necessario per acquistare le azioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema emerge quando i prezzi iniziano a scendere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le perdite si accumulano, i creditori possono chiedere il rimborso dei prestiti e gli investitori sono costretti a vendere i propri titoli. Le vendite fanno scendere ulteriormente le quotazioni, alimentando nuove vendite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si crea cos\u00ec un circolo vizioso nel quale la paura finisce per accelerare la crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si aggiungono squilibri pi\u00f9 profondi: le quotazioni finanziarie crescono pi\u00f9 rapidamente della solidit\u00e0 di alcuni settori dell\u2019economia reale, i consumi non riescono ad assorbire tutta la produzione e l\u2019agricoltura \u00e8 gi\u00e0 in difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel settembre 1929 il mercato raggiunge il suo massimo. Poi arrivano le prime oscillazioni e l\u2019incertezza comincia a diffondersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 24 ottobre, la paura esplode.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>24 ottobre 1929: il Gioved\u00ec nero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 gioved\u00ec quando Wall Street viene travolta da una massiccia ondata di vendite. In una sola giornata vengono scambiate circa 12,9 milioni di azioni, un volume senza precedenti fino a quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli investitori cercano disperatamente di liberarsi dei propri titoli. Le quotazioni precipitano e la fiducia che aveva sostenuto il mercato sembra dissolversi nel giro di poche ore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni importanti banchieri intervengono acquistando grandi quantit\u00e0 di azioni, nel tentativo di sostenere i prezzi e rassicurare gli investitori. Per un momento, la situazione sembra migliorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 soltanto una tregua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 28 ottobre, il Luned\u00ec nero, il mercato subisce un nuovo crollo: il Dow Jones perde quasi il 13% in una sola seduta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno successivo, il 29 ottobre, arriva il Marted\u00ec nero. Le vendite raggiungono livelli ancora pi\u00f9 drammatici e vengono scambiate oltre 16 milioni di azioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il crollo di Wall Street diventa il simbolo della fine dell\u2019ottimismo finanziario degli anni Venti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molti americani, i risparmi investiti in Borsa perdono una parte enorme del loro valore. Chi ha comprato azioni ricorrendo ai prestiti pu\u00f2 ritrovarsi con debiti difficili, se non impossibili, da ripagare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, per comprendere davvero la portata di ci\u00f2 che sta accadendo, \u00e8 importante distinguere il crollo della Borsa dalla Grande Depressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Gioved\u00ec nero non provoca da solo l\u2019intera crisi economica. \u00c8 uno degli eventi che contribuiscono ad aggravare fragilit\u00e0 gi\u00e0 presenti e che, nei mesi e negli anni successivi, si trasformeranno in una catastrofe economica e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dalla crisi finanziaria alla Grande Depressione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la fiducia viene meno, le conseguenze superano rapidamente i confini di Wall Street.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le famiglie riducono le spese, le imprese rinviano gli investimenti e la produzione rallenta. Il sistema bancario entra in una fase drammatica: numerose banche falliscono e molti risparmiatori perdono i propri depositi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contrazione del credito rende sempre pi\u00f9 difficile per le imprese finanziare le proprie attivit\u00e0 e per le famiglie sostenere i consumi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meno credito significa meno investimenti. Meno investimenti significano meno produzione. Meno produzione significa licenziamenti. E la disoccupazione, a sua volta, riduce ulteriormente i consumi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una spirale che si autoalimenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le politiche economiche inizialmente inadeguate e le successive misure protezionistiche contribuiscono a rendere pi\u00f9 difficile la ripresa e a ostacolare il commercio internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi, inoltre, non resta confinata agli Stati Uniti: si estende all\u2019Europa e alle altre economie industrializzate, dimostrando quanto siano interconnessi i sistemi economici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1932, negli Stati Uniti, circa un quarto della forza lavoro \u00e8 disoccupato. Milioni di famiglie si trovano in difficolt\u00e0, molte persone perdono la casa e intere comunit\u00e0 precipitano nella povert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Grande Depressione non \u00e8 soltanto una crisi finanziaria. \u00c8 una crisi umana, che mette in discussione le convinzioni sulle quali si era fondata la prosperit\u00e0 degli anni precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il mercato sembrava capace di produrre ricchezza quasi senza limiti, ora emerge una domanda fondamentale: che cosa deve fare lo Stato quando il sistema economico non riesce pi\u00f9 a garantire stabilit\u00e0 e benessere?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Roosevelt, il New Deal e la lezione di Keynes<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1932 gli americani eleggono presidente il democratico Franklin Delano Roosevelt, che si insedia nel marzo 1933.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua risposta alla crisi prende il nome di <em>New Deal<\/em>, letteralmente un nuovo corso. L\u2019obiettivo \u00e8 restituire fiducia al Paese, stabilizzare il sistema bancario, sostenere l\u2019occupazione e favorire la ripresa economica attraverso una serie di interventi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La svolta \u00e8 profonda: lo Stato assume un ruolo pi\u00f9 attivo nell\u2019economia, superando l\u2019idea che basti lasciare agire il mercato affinch\u00e9 la prosperit\u00e0 ritorni spontaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa trasformazione si inserisce in un dibattito economico pi\u00f9 ampio, al quale contribuir\u00e0 in modo decisivo l\u2019economista britannico John Maynard Keynes.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Keynes, nei momenti di crisi lo Stato pu\u00f2 intervenire per sostenere la domanda, gli investimenti e l\u2019occupazione. Quando famiglie e imprese riducono drasticamente le spese, aspettare che il mercato riparta da solo pu\u00f2 non essere sufficiente. La spesa pubblica pu\u00f2 aiutare a interrompere la spirale negativa, sostenendo l\u2019attivit\u00e0 economica e creando nuove opportunit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante precisare che il New Deal non fu una semplice applicazione delle teorie keynesiane. Molti dei primi provvedimenti di Roosevelt precedettero la pubblicazione, nel 1936, della celebre <em>Teoria generale dell\u2019occupazione, dell\u2019interesse e della moneta<\/em>. Il confronto tra le politiche americane e il pensiero di Keynes avrebbe per\u00f2 contribuito a cambiare profondamente il modo di interpretare le crisi economiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il New Deal comprende interventi di diversa natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vengono avviati programmi di lavori pubblici per costruire strade, edifici e infrastrutture, offrendo occupazione e rilanciando le economie locali. Con la Tennessee Valley Authority, lo Stato promuove lo sviluppo di una vasta regione attraverso la produzione di energia elettrica, la gestione delle risorse idriche e nuove opportunit\u00e0 economiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si interviene anche sul sistema bancario: nel 1933 viene introdotta un\u2019assicurazione federale dei depositi, pensata per proteggere i risparmiatori in caso di fallimento delle banche. Nel 1935 arriva il Social Security Act, che introduce importanti forme di protezione sociale, tra cui un sistema federale di pensioni per la vecchiaia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il New Deal non risolve immediatamente tutti i problemi. Alcune misure incontrano forti opposizioni, la ripresa rimane incompleta e la disoccupazione resta elevata per anni. La piena ripresa arriver\u00e0 soltanto pi\u00f9 avanti, con un ruolo decisivo della mobilitazione produttiva legata alla Seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, qualcosa \u00e8 cambiato in modo duraturo: il ruolo dello Stato nell\u2019economia americana e le aspettative dei cittadini nei confronti delle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi del 1929 contribuisce a dimostrare che la stabilit\u00e0 finanziaria, la tutela dei risparmiatori e la protezione sociale non possono essere considerate questioni secondarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa ci insegna oggi il crollo del 1929?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quasi un secolo di distanza, il Gioved\u00ec nero continua a parlarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viviamo in un mondo attraversato da guerre, tensioni internazionali, incertezza economica, aumento del costo della vita e trasformazioni tecnologiche rapidissime. Spesso guardiamo al futuro con preoccupazione e abbiamo la sensazione che le cose stiano andando nella direzione sbagliata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia, per\u00f2, pu\u00f2 aiutarci a guardare il presente da una prospettiva diversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1929, milioni di americani persero il lavoro, i risparmi e, in molti casi, la possibilit\u00e0 di mantenere una casa e garantire un futuro alle proprie famiglie. Le tutele sociali erano molto pi\u00f9 limitate e le protezioni per i risparmiatori assai pi\u00f9 deboli rispetto a quelle sviluppate successivamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che oggi i problemi siano meno gravi, n\u00e9 che le conquiste raggiunte siano garantite per sempre. Significa, per\u00f2, che nel corso di quasi un secolo abbiamo costruito strumenti, conoscenze e forme di protezione che allora erano molto pi\u00f9 deboli o semplicemente non esistevano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le crisi hanno lasciato ferite profonde, ma hanno anche costretto le societ\u00e0 a interrogarsi sui propri errori, a modificare le regole e a sperimentare nuove soluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo imparato che l\u2019economia non \u00e8 fatta soltanto di mercati, investimenti e numeri, ma soprattutto di persone. Che la crescita, da sola, non basta se non \u00e8 accompagnata da opportunit\u00e0 e tutele. E che le istituzioni hanno la responsabilit\u00e0 di imparare dal passato per affrontare meglio le difficolt\u00e0 del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse \u00e8 proprio questa la lezione pi\u00f9 importante del 1929.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo eliminare l\u2019incertezza. Non possiamo impedire che ogni crisi si presenti con caratteristiche nuove e sfide impreviste. Possiamo, per\u00f2, prepararci ad affrontarla meglio, correggere gli errori e costruire societ\u00e0 pi\u00f9 capaci di proteggere chi attraversa un momento difficile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019epoca in cui ci lamentiamo spesso \u2014 e talvolta, comprensibilmente, abbiamo buone ragioni per farlo \u2014 vale la pena fermarsi a riconoscere quanta strada sia stata percorsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non per accontentarci di ci\u00f2 che abbiamo, n\u00e9 per considerare irreversibili le conquiste del passato. Al contrario, per comprenderne il valore e la responsabilit\u00e0 che abbiamo nel difenderle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 24 ottobre 1929 Wall Street perse la sua illusione di invulnerabilit\u00e0. Il crollo mise a nudo le fragilit\u00e0 di un sistema che sembrava destinato a crescere per sempre e apr\u00ec una stagione di enormi sofferenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma da quella crisi nacquero anche una nuova consapevolezza economica, un diverso rapporto tra cittadini e istituzioni e una riflessione destinata a influenzare le politiche pubbliche per generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia non ci promette che le crisi non arriveranno pi\u00f9. Ci ricorda, per\u00f2, che non siamo condannati a subirle sempre nello stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E forse, in un mondo che ci sembra ogni giorno pi\u00f9 incerto, \u00e8 proprio questa la ragione per guardare al futuro con maggiore consapevolezza, fiducia e speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 ottobre 1929 la Borsa di New York fu travolta dal panico. 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