{"id":124,"date":"2024-08-22T23:15:39","date_gmt":"2024-08-22T21:15:39","guid":{"rendered":"https:\/\/uscarly.com\/?p=124"},"modified":"2024-08-22T23:15:39","modified_gmt":"2024-08-22T21:15:39","slug":"gli-obama-unici-veri-protagonisti-del-secondo-giorno-di-convention-dem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uscarly.com\/index.php\/2024\/08\/22\/gli-obama-unici-veri-protagonisti-del-secondo-giorno-di-convention-dem\/","title":{"rendered":"GLI OBAMA: UNICI VERI PROTAGONISTI DEL SECONDO GIORNO DI CONVENTION DEM"},"content":{"rendered":"\n<p>Allo United Center di Chicago, si sono riuniti i delegati democratici per il secondo giorno di Convention. Protagonisti assoluti sono stati gli Obama: carisma, esperienza, avvertimenti. Acclamati dalla folla di Chicago, hanno saputo tenere incollati i presenti e gli ascoltatori per tutto il tempo, legittimando con un esplicito \u201c<em>Yes, she can<\/em>\u201d la candidata democratica.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di loro, possiamo definire degni di nota altri momenti della Convention Dem: dalle testimonianze di ex Trumpiani ora sostenitori di Kamala Harris al momento \u201ccomunista\u201d di Barnie Sanders, dal <em>roll call<\/em> con il supporto dei delegati all\u2019intervento simpatico di Doug Emhoff, marito di Kamala Harris e <em>second gentleman<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Stephanie Grisham era convintamente repubblicana e portavoce della Casa Bianca durante l\u2019Amministrazione Trump. La \u201cconversione\u201d sulla via di Capitol Hill: quando il 6 gennaio 2021, dopo l\u2019assalto al Congresso da parte di estremisti sostenitori di Trump, non vi fu una presa di posizione ferma e contraria a quei fatti da parte dei membri della famiglia Trump, Stephanie &#8211; ha detto ieri \u2013 ha compreso di \u201c<em>amare pi\u00f9 il Paese che il partito<\/em>\u201d. Pi\u00f9 avanti nella Convention, c\u2019\u00e8 stato anche un altro repubblicano convertito: si tratta di John Giles, sindaco di Mesa in Arizona (una volta roccaforte repubblicana).<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo il <em>roll call<\/em>, ossia il voto da parte degli Stati a sostegno del candidato. A ritmo di musica (e che musica! Negli States anche manifestazioni politiche ed istituzionali hanno sempre un risvolto divertente e coinvolgente, anche grazie agli ospiti speciali dallo <em>star system<\/em>), ogni Stato prendeva la parola per esplicitare il proprio voto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il momento di Barnie Sanders, senatore del Vermont e pi\u00f9 volte ad un passo dall\u2019essere il candidato alla Casa Bianca per i Democratici. \u00c8 stato accolto non troppo calorosamente dai presenti o, perlomeno, in maniera pi\u00f9 fredda rispetto agli ospiti del giorno precedente, Clinton e Alexandria Ocasio-Cortez su tutti. Il suo discorso \u00e8 il classico discorso che ci si aspetta da Barnie Sanders, ossia contro il capitalismo e i miliardari. Tutto nella norma per i suoi standard, ma leggermente fuori luogo considerato che gli <em>speakers<\/em> che lo hanno succeduto non hanno proprio origini proletarie: J.B. Pritzker, governatore dell\u2019Illinois ed erede dell\u2019impero di alberghi Hyatt, e Ken Chenault, ex CEO di American Express.<\/p>\n\n\n\n<p>Conclude prima degli Obamas, Doug Emhoff. Introdotto da un tenero video del figlio che descrive la propria famiglia come imperfetta ma pronta a rappresentare le famiglie americane, il suo breve comizio \u00e8 stato molto apprezzato dal pubblico democratico. Battute, aneddoti e speranze: potrebbe diventare il primo \u201c<em>first gentleman<\/em>\u201d della storia americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine loro, Michelle e Barack Obama, che ieri sera giocavano in casa perch\u00e9 entrambi di Chicago.<\/p>\n\n\n\n<p>Michelle ha un approccio materno, seppur determinato: tra i tanti riferimenti alla speranza di un cambiamento (\u201c<em>C\u2019\u00e8 qualcosa nell\u2019aria. \u00c8 la speranza che sta tornando<\/em>\u201d) ed il dolce ricordo della madre, deceduta qualche settimana fa, ha ricordato alla sua famiglia democratica che la strada per la vittoria sar\u00e0 difficile ed in salita, esortando a non commettere gli stessi errori compiuti nel 2016, ad essere compatti ed a non fare mai mancare il sostegno a Kamala Harris.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo di lei, il marito. Con quel carisma e quel senso dell\u2019umorismo che da sempre lo hanno contraddistinto, ha attaccato Trump per il suo razzismo e sessismo (cos\u00ec come aveva fatto Michelle). Ha poi a lungo omaggiato Biden, suo Vicepresidente nei due mandati alla Casa Bianca del 2009 e del 2013, per l\u2019umilt\u00e0 dimostrata nel ritirarsi dalla corsa presidenziale e per il lavoro fatto a sostegno del ceto medio, dei lavoratori e di chi non ha accesso alle misure sanitarie o nemmeno ad una casa. E infine, con molto realismo e consapevolezza, ha ribadito la forte preoccupazione sul fatto che \u201c<em>questa volta non si pu\u00f2 sbagliare<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Spetter\u00e0 ai Democratici, prima ancora che a Kamala Harris ed al suo vice Tom Walz (di cui avremo modo di parlare nei prossimi giorni), dimostrarsi all\u2019altezza di questa sfida. L\u2019entusiasmo a Chicago \u00e8 alle stelle e nei sondaggi il Partito Democratico sta crescendo. Ma la partita \u00e8 ancora lontana dal \u201990 e l\u2019avversario \u00e8 estremamente forte. \u201c<em>Do something, do something!<\/em>\u201d ha pi\u00f9 volte esortato l\u2019ex first lady: s\u00ec, \u00e8 necessario che i Democratici facciano qualcosa, invece di dare per scontata la vittoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allo United Center di Chicago, si sono riuniti i delegati democratici per il secondo giorno di Convention. Protagonisti assoluti sono stati gli Obama: carisma, esperienza, avvertimenti. Acclamati dalla folla di Chicago, hanno saputo tenere incollati i presenti e gli ascoltatori per tutto il tempo, legittimando con un esplicito \u201cYes, she can\u201d la candidata democratica. 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