La California, in particolare l’area metropolitana di Los Angeles, sta bruciando da diversi giorni. Gli incendi stanno colpendo vastissime aree, 12 mila ettari di terreno, costringendone gli abitanti ad evacuare. Il bilancio è di 16 morti accertati e di quasi 200 mila persone costrette ad abbandonare le proprie case ed il proprio quartiere. I focolai sono difficili da spegnere perché il vento forte rende difficili gli interventi dei canadair; al momento, si deve aspettare che le condizioni meteorologiche cambino in fretta.
È l’ennesima catastrofe, che si aggiunge alla lunghissima lista di devastazioni che ogni anno colpiscono puntualmente la California.
Ma di chi è la colpa? Dell’essere umano senza dubbio.
In primo luogo, in California la gestione pubblica di risorse come energia elettrica ed acqua è a dir poco lacunosa. I tralicci dell’alta tensione passano in mezzo agli alberi nei boschi e sulle colline e non ricevono la necessaria manutenzione.
In secondo luogo, il cambiamento climatico rende sempre più aridi i terreni, sempre più alte le temperature e sempre più grave la siccità di quelle zone. Non è difficile arrivare ad una conclusione: non appena le forti raffiche di vento si alzano, c’è il rischio che i tralicci poco manutenuti cadano. E i tralicci, se cadono, cadono in mezzo agli alberi e su terreni che per via dell’aumento delle temperature sono molto secchi. La combinazione tra incuria e comportamenti scorretti dell’essere umano spiega il perché la California è spesso colpita da devastanti incendi e il perché il 2025 è iniziato con la devastazione di quartieri come Santa Monica, Malibu e delle celebri colline di Hollywood.
Dal resto degli Stati Uniti stanno arrivando grandi aiuti, tra volontari, raccolte fondi e ospitalità.
Il presidente Biden non è partito per l’ultimo suo viaggio istituzionale in Italia per poter seguire da vicino l’emergenza (è solo colpa degli incendi oppure è un messaggio alla Meloni che recentemente ha incontrato Trump e intende “fare affari” con Elon Musk?).
Ma una volta spenti gli incendi ed i riflettori, la California si troverà a dover affrontare un’altra emergenza, quella abitativa. In diversi quartieri, le pochissime case a disposizione sono state in gran parte colpite dagli incendi e, quand’anche si fossero “salvate”, sarebbero colpite dalla grande crisi assicurativa già in corso.
Non ci sono sul tavolo grandi investimenti o nuovi progetti residenziali, anche perché le amministrazioni locali negli ultimi anni hanno respinto qualsiasi idea mirasse ad un ripopolamento di quelle zone.
La California, un tempo miniera di oro e di opportunità, sta sprofondando in una crisi senza precedenti. E ancora una volta, la città degli angeli brucia nelle fiamme dell’inferno.